fbpx

Esiste un rapporto di causa ed effetto tra coronavirus e i sette decessi fin qui avvenuti?

La risposta è no. Il Coronavirus, ad oggi, ha contribuito ad accelerare i decessi avvenuti, per un pregresso quadro clinico molto complicato. Cosi ha dichiarato l’Assessore Gallera.

Tradotto: fino ad oggi sono morte sette persone, anche se a questo punto dobbiamo aspettarci che i numeri crescano, se questi sono i metodi con cui rileviamo i dati. E allora partiamo da quelli. Fino ad oggi sono morte persone comprese tra i 63 e gli 88 anni tutti con quadri clinici già compromessi. Due avevano il cancro. Due sono stati colpiti da infarto. Gli altri tre, allo stato, avevano malattie pregresse. I contagiati hanno superato le 200 unità. Dei 172 contagiati in Lombardia, il 10% è ricoverato in terapia intensiva. Nessuno in questo momento è in pericolo di vita.

Sono morte ad oggi persone con età avanzata per il fisiologico picco di ammalati che si hanno d’inverno. Inoltre la Regione Lombardia ha isolato i focolai, ma non ha distribuito strumenti per tutelare i propri cittadini. Ha chiuso locali, bar, pub, università, scuole. Ha di fatto paralizzato l’economia nazionale e prodotto l’effetto di allarmare tutti i popoli vicini all’Italia. Che infatti ci hanno messo in quarantena. L’economia sta precipitando, l’economia ha subito un doppio colpo mortale. Non solo le nostre aziende ma anche il nostro turismo sta gravemente risentendo di queste scelte. E, ironia della sorte, da molte regioni del sud arrivano delibere che, tra cui i governatori di Puglia e Basilicata, mettono in quarantena lombardi, veneti ed emiliani, che arrivano sul loro territorio.

Tutto questo ha un nome: psicosi

In politica, ne ha un altro: irresponsabilità. A fronte di un quadro complessivo in cui in Italia non c’è alcuna pandemia, non ci sono morti per coronavirus, abbiamo comunicato al popolo italiano e a quelli del resto del mondo che la Lombardia sia come Wuhan.

In aula, in Consiglio Regionale, da cui vi scrivo in questo momento, e dentro cui si trovano più di 100 persone, nessuno indossa guanti, mascherine e occhiali. E siamo a circa 60 Km dal focolaio. Per cui delle due l’una: o c’è pericolo, e allora qualcuno avrebbe dovuto rinviare questo consiglio, oppure il pericolo non c’è. E allora non era il caso di creare questa psicosi. Sarebbe bastato invitare gli italiani ad usare tutte le misure precauzionali, magari usando l’esercito per distribuire 60 milioni di mascherine, di confezioni d’amuchina e di guanti. È la differenza tra il saper governare e non saperlo fare.

Leggi anche: https://www.milano-positiva.it/2020/02/24/coronavirus-follia-mediatica-e-panico-ingiustificato/

Qui sotto la domanda diretta all’assessore Gallera