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Le parole di Marcos Cappato: “Guardi assessore, mi consenta di dire che semplicemente io non dovrei essere qui oggi. Perché dovrebbe essere evidente che, malgrado le mille esigenze cui pure deve pensare la Regione, non è sui fondi per i disabili che dovreste tagliare”

Marcos Cappato ha 19 anni. Un carattere abituato a non mollare mai. E due particolari requisiti.

Il primo è quello di avere un fastidioso amico con cui convive: la tetraparesi spastica. Lo ha colpito già da piccolo. Allo stesso tempo, l’abitudine di dire quello che pensa e di lottare per quello in cui crede. Con il supporto di un grande uomo, suo padre Alessandro.

Marcos in trasmissione, questa mattina, da Caterina Collovati, in “Detto da voi” a Telelombardia ha spiegato all’assessore alle Politiche Sociali della Regione Lombardia, Stefano Bolognini, che lui semplicemente non avrebbe dovuto esserci, perché non dovrebbe essere difficile capire che sui disabili non si fa cassa, non si fanno tagli ai fondi e non si gioca al risparmio su chi già è stato duramente colpito dalla vita.

Anche sui tecnicismi, modello B1 o B2, due forme diverse di sostegno all’interno dei cui fondi spesso il danaro non c’è, sarebbe meglio non elemosinare proposte o promesse cui poi non si dà seguito.

E ancora meglio sarebbe bene evitare di dichiarare in trasmissione, ricoprendo l’incarico di assessore, di essere stato costretto “per volontà dell’aula”, ovvero della maggioranza, ovvero per volontà del partito di cui lo stesso Bolognini è parte.

Meglio sarebbe non dirle certe cose. Se non altro per non offendere l’intelligenza di chi ascolta. Se la tua maggioranza ha votato per tagliare i fondi ai disabili, e tu ne sei parte, vuol dire che sei tu che hai deciso di tagliare.

Avere un po’ di schiena dritta, in politica, non è una brutta cosa.

Un fine da perseguire, semmai

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