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Sta per succedere di nuovo. Il vento del cambiamento politico spira sul nostro Paese. L’ennesima giravolta. E come ogni cambiamento che si rispetti reca con sé una divisa d’ordinanza. Quella delle toghe. “Da Gennaio ci sarà da divertirsi”.

I pensieri sono questi. Neppure troppo velati. Filtrano dai palazzi, attraversano le strade. Si depositano nelle segreterie di partito. Arrivano fino alla sagrestie di provincia. Infine arrivano ai giornali. Ai commentatori della televisione. Ai giornali. Alla radio e infine al popolino social. In questo modo il nuovo avanza con un eco di passato che si traduce fino a noi. Momenti già visti nel recente passato. Adesso pare sia arrivato il momento dei nuovi leader. Dicono non sarà cruenta ma fitta come la pioggia d’estate che aggressiva come una grandinata lascerà i suoi segni.

Sullo sfondo per questo si staglia una nuova inedita alleanza che potrebbe portare a convergenze extraterritoriali inattese che uniranno i vortici del.Po con quello dell’Arno. in questo modo i panni sporchi verranno lavati con fiorenti nuove geometrie politiche avariate più che variabili. Almeno cosi dicono. Si sussurra, si spiffera, si dice a bassa voce. Perché i temporali non sono mai troppo.precocemente annunciati. Accadono con forza irragionevole. Ma accadono appunto. Indossa l’ermellino, una toga ed un cappello il nuovo cambiamento. La sua resistenza al cambiamento potrebbe costituire una linea Maginot tra Milano e Roma. Per questo motivo le fibrillazioni stanno aumentando. E tutti i sismografi della politica nazionale fanno registrare un certo preoccupante bravissimo chesta allarmando le cancellerie di molte nazioni. Ma anche quelle di molte Procure.

Il futuro non è mai come lo disegnano nel passato

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