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Non sono passate neppure ventiquattro ore dal nostro articolo pubblicato in data 27 Agosto. La mattina del 28, in Via Giacosa, la sorpresa: la recinzione è stata rimontata. Una squadra di operai del Comune è infatti stata intercettatola alle 8.00 del mattino, già al lavoro, per rimontare quanto un atto di vandalismo aveva divelto.

L’intervento degli uomini del Comune ha ripristinato lo status quo ante. Recinzione e giardino rimesso in ordine; separazione dal parcheggio vicino perfettamente riuscita. Soprattutto però la sensazione che quando il rapporto tra istituzioni e cittadini si traduce in reciproca utilità, i soldi vengono ben spesi e le opere pubbliche realizzate con comune soddisfazione.

Il lavoro della Comunità

Quanto accaduto infatti, misura il bisogno che la cittadinanza ha di avere attorno a sé quella declinazione di bellezza che riempie la vita di ciascuno. Nel caso di specie, l’atto vandalico è stato percepito non solo come molestia individuale ma come offesa sociale ad un luogo che sta proponendo un’idea di sé assolutamente innovativa. A fronte delle maschere della politica che speculano sulle difficoltà del territorio per dividere i cittadini tra buoni e cattivi, tra complici e vittime o tra rossi e neri, la poleis ha risposto con l’istanza della cittadinanza attiva.

La partecipazione personale, dunque, quale modello alternativo e diverso, abbrivio di un modello di comportamento o di politica, se preferite, in cui alla divisione interessata, s’è preferita coltivare una partecipazione magari silenziosa o meno urlata, ma in grado di sottrarre alle urla manipolatorie il protagonismo cercato. Per dispiegarsi a favore di quanti, nell’ombra e sottotraccia, lavorano per il reale interesse comune. Andando contro corrente, nello spirito assertivo di chi preferisce mettere insieme piuttosto che separare, l’operazione pare essere riuscita.

In Via Giacosa, arteria laterale di Via Padova, abbiamo assistito all’inizio o forse alla continuazione di un’idea di dialogo e non di scontro. La capacità del saper fare, del resto, non chiede forme di sguaiata partecipazione, ma sobrie dimostrazioni di saper fare. Se Milano balla da sola, in Italia, forse non è un caso.

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