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Potremmo dirlo così: il lavoro paga.

Milano Positiva da mesi si batte per riportare al centro il tema del rapporto tra città e disabili. Tra servizi e disabili, tra trasporto e disabili, tra scuola e disabili. Abbiamo cominciato con l’Alfiere della Repubblica, Marcos Cappato, che proprio sui temi del trasporto ha più volte sollecitato il Comune di Milano a non lasciare da sola la categoria dei ragazzi in carrozzina. Marcos è uno di quelli che nel 2018 fu fermato per diverse settimane a causa del fatto che il pulmino che lo portava a scuola non avrebbe potuto fare tre chilometri, cioè la distanza che copriva la strada tra casa sua e la scuola in cui studiava, a causa del fatto che caricava il confine di Milano, arrivando nel comune di Corsico. La burocrazia non ammetteva che l’esercizio di quel servizio si spingesse oltre il Comune meneghino, sebbene per soli 1800 metri.

Adesso la nuova battaglia si sposta sul trasporto su ferro, lungo le fermate della metropolitana di Pasteur, Rovereto e Turro sulla linea 1 di Milano. Nessuna delle tre fermate, lungo l’arteria di Viale Monza, ha un ascensore o uno scivolo per disabili. Una condizione inaccettabile per la città che si prepara ad ospitare le olimpiadi e tanto più inaccettabile se consideriamo che quelle fermate che hanno un mezzo per il trasporto disabili, spesso obbligano la persona coinvolta a dover dare un preavviso di 48 ore. Come se un disabile non fosse una persona come le altre che può avere la necessità di pre dere la metropolitana anche il giorno stesso per esigenze personali.

Invece no, ancora oggi un disabile a Milano vive una vita da esiliato e da marziano, costretto a pianificare il suo trasporto locale in base alle esigenze dell’azienda dei trasporti, e non in base alle sue esigenze. È una questione di civiltà: un disabile deve poter prendere i mezzi pubblici come tutte le altre persone. E sta alla comunità fornire questi servizi.

Adesso anche il Corriere parla della nostra raccolta firme e della convocazione di Milano Positiva in Comune. ( https://www.corriere.it/buone-notizie/20_settembre_13/disabili-senza-metro-milano-petizione-linea-rossa-inaccessibile-bd51f9d6-f59d-11ea-9237-257205f52e6d.shtml)

Si, il lavoro paga