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L’hanno arrestata mentre sulla spiaggia di Zarrillo a San Sebastian, in Spagna, faceva surf. Una ragazza giovane, individuata come positiva al Covid viene sottoposta all’esercizio di misure cautelari, inseguita da poliziotti e da due medici vestiti da Ghostbusters che dopo averle messo le manette, la portano via.

Che tipo di tampone era quello che le hanno fatto? Che genere di positività aveva fatto registrare? Lo sanno in Spagna che se il virus si deposita sulle ciglia dei polmoni e non vi penetra dentro, il virus potrebbe essere asintomatico e non in grado di provocare il contagio? Sulla base di cosa si è deciso di sottoporre all’esercizio di misure cautelari una giovane donna?

E questo genere di misure potrebbero essere adottate anche in Italia, privando le persone del valore più importante di cui dispongono: la libertà.

Potrebbe accadere che individuato un focolaio in una scuola si proceda al rastrellamento dei ragazzi positivi e successivamente dei loro famigliari? In linea teorica potrebbe essere spiccato un mandato di cattura nei confronti di un genitore italiano che mandasse a scuola un figlio positivo? Se la positività non è certa, un tampone positivo potrebbe essere un falso positivo, si può accettare che l’Unione europea consenta l’esercizio di queste misure? Perché quanto accade in Spagna è come se accadesse in Italia.

È ammissibile che nel nome del diritto alla salute si proceda alla privazione della libertà personale? Perché gli arresti cui viene sottoposta una persona di così giovane età, nel nome di un diritto che ne cancella un altro (salute contro diritto alla libertà personale) nell’incertezza di una diagnosi posta in essere nell’alveo di una malattia non ancora conosciuta, mostra pericolose derive fasciste.

Pericolose per tutti, per la salute mentale e morale di tutti. Ogni fascismo finisce, presto tardi, in Piazza Loreto