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Basta portare a spasso il cane, per essere violentate. In pieno giorno, al parco. Non esiste neppure più la paura della possibile ritorsione: il carcere. Uomini, di ogni età e di ogni latitudine, quando arriva l’estate in particolare, non si sentono minacciati neppure dalla luce del sole.

L’ultimo stupro è stato al parco Monte Stella quello vicino allo stadio di San Siro a Milano. In pieno pomeriggio, alle 18, un uomo, pare identificato come un nord africano, avrebbe seguito la sua vittima a spasso con il proprio cagnolino. L’ha avvicinata, poi spinta dentro una siepe e lì sarebbe avvenuta la violenza. La donna, terrorizzata, in stato di choc, è stata accompagnata in ospedale dopo che alcune persone l’hanno incrociata poco distante dal parco, livida, piena di ecchimosi. Hanno per questo chiesto l’intervento di un’autoambulanza. Lagiovane donna, 47 anni, portata nel più vicino nosocomio è stata subito soccorsa e gli esami hanno confermato la violenza. È l’ennesimo stupro, nell’ennesimo parco pubblico milanese dove neppure in piena estate e con il parco pieno di gente una persona di sesso femminile può consentirsi una passeggiata con il proprio cane.

La conferma, purtroppo, che la cultura patriarcale occidentale continua ad imperversare e ad alimentare l’immagine della donne come semplici oggetti, i cui effetti sono poi tangibilmente misurati quando la violenza si tramuta in aggressioni brutali in pieno giorno. Milano infatti è purtroppo diventata la capitale di queste violenze ma soprattutto una città in cui è considerato normale che una donna debba guardarsi le spalle anche solo per farsi una passeggiata in città. Occorre una svolta, e occorre subito. Una rivoluzione culturale che parta dalle scuole e modifichi questo stato di cose. C’è bisogno di una rivisitazione da parte dell’uomo del suo rapporto con le donne, e alle donne una riflessione di come si educa un figlio maschio. Serve che uomini e donne si aiutino. E lo facciano subito.