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Quando la lascio, su una panchina accanto a Villa Casati, sede del Comune, a Cologno Monzese, comincia ad esserci un venticello che annuncia pioggia.

Maria Antonietta è una giovane signora che a causa di dissidi familiari, di cui le autorità locali sono informate, ha lasciato la sua casa, temendo per la sua incolumità. Non c’è stata aggressione, questa volta. Ha temuto potesse essere aggredita e ha lasciato casa. Da sette giorni dorme per strada. Su una panchina. “E neppure per tutta la notte: spesso mi alzo, cammino, quando sento che si avvicinano persone pericolose.” Sette notti. In genere, dorme per strada dopo aver mangiato un boccone dalla sorella ed essersi fatta una doccia a casa sua. Sorella che a sua volta non può ospitarla essendo sotto sfratto, con un marito malato e un figlio disabile.

Maria Antonietta ha cercato aiuto rivolgendosi al sindaco di Cologno, Angelo Rocchi, e poi al capo dell’opposizione Giovanni Cocciro, che è stato Assessore alla politiche sociali, quando a governare Cologno è stato il centrosinistra.

Il primo è della Lega, il secondo del Pd: praticamente cane e gatto. I due in questa legislatura si sono querelati più volte.

Rocchi dice “che la rete dell’assistenza sociale, cui la signora s’è rivolta, si è attivata, ma ci vuole tempo” . Cocciro dice che il sindaco, che ha anche la delega da Assessore alle politiche sociali, non sa nulla e non fa nulla per la signora. Quando ho chiesto al Sindaco se potesse in qualche modo aiutare la signora, mi ha detto “che non si può fare più di quello che è stato fatto”. Bisogna aspettare. Nel frattempo però, il primo cittadino si è anche attivato con un albergo di Sesto San Giovanni che potrebbe ospitare la signora. Il sindaco le ha promesso un sostegno economico, ma l’albergo le ha chiesto (subito) una caparra: che lei non può permettersi. In questo complesso percorso ad ostacoli restano due cose: che il sindaco non è sceso per parlare subito con la signora; “preferisco che faccia lei da ponte”, mi ha detto; anche se poi un incontro c’è stato lo stesso, visto che la signora ha deciso di dormire sotto il palazzo del comune. L’altra costante è che la signora è in mezzo ad una strada e non sa dove dormire.

È difficile entrare nel privato di una famiglia. Ostico comprenderne le dinamiche interne. Complesso entrare nel merito. Difficile pensare che un sindaco possa volere il male di un suo cittadino, tanto più se si tratta di una donna che ha problemi di questa natura. Resta il fatto però che al netto di tutte le leggi e di tutte le norme, al di là del lavoro degli assistenti sociali, qui c’è una donna spaventata e sola che dorme per strada.

In questo momento la vera emergenza è individuare una dimora dove la signora possa dormire. Il comune dichiara di non avere le risorse per aiutarla, anche se fino al 27 Dicembre del 2017 un fondo per gli affitti, un progetto sperimentale di Regione Lombardia, c’era. Un’iniziativa adottata nei comuni ad alta tensione abitativa, posta a sostegno del mantenimento dell’abitazione in locazione. Il comune però con determinazione 1345, ha deciso di restituire quei soldi: 47.000 Euro. In quel momento la Giunta riteneva evidentemente, di poter sostenere in altro modo un certo tipo di criticità. Al netto delle diatribe, c’è un’unica certezza. Una donna sola e spaventata gira per Cologno da una panchina ad un’altra, non sapendo dove dormire. E questo è un fatto.

Il Sindaco Angelo Rocchi come molti sindaci, a cui lui aggiunge anche l’onere di essere Assessore alle Politiche sociali, va incontro a problemi enormi. “Al mio peggior nemico non augurerei di fare l’assessore alle politiche sociali, avendo interpretato quel ruolo” mi ha detto Giovanni Cocciro.

Mentre me ne torno indietro mi resta un solo cruccio: chi ha poteri esecutivi, se avesse la propria madre in quelle condizioni, o la propria figlia, accetterebbe di sentirsi dire che la burocrazia ha i suoi tempi?