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Accade tutte le mattine, in Via Giacosa, adiacente alla più nota Via Padova, a Milano. Uno stuolo di ubriachi, uomini e donne sole, travolti dalla vita, sdraiati per terra. Con l’immancabile bottiglia di birra o il contenitore in plastica pieno di vino.

Dormono accanto alle macchine, sul ciglio della strada, affondati in un sonno ristoratore dalle inquietudini di una vita trascorsa senza senso, spesso senza soldi e senza qualcuno che possa prendersi cura di loro. Di solito sono sudamericani, transessuali, ma il genere include anche molti uomini dell’est e una minoranza di persone arabe. Ad alzare il gomito sono soprattutto cileni, ecuadoregni, boliviani, brasiliani.

Si trascinano come cenci durante la notte, nei pressi della nuova discoteca “Il Gozadero” aperta proprio in Via Giacosa in quella che una volta era un’autorivendita ed in cui invece fanno bella mostra di sé, adesso, dei grandi pannelli fumè, ovattati da finta fuliggine per nascondere quello che avviene dentro. Il posto fa tristezza, alle 6.00 del mattino. Molti di questi fantasmi si trascinano per le vie laterali, adiacenti la discoteca, in cerca di qualcuno che accolga i loro silenzi annegati nell’alcool.

Qualcuno che non c’è. Per questo il loro travaglio si sposta di metro in metro, trascinandosi stancamente e depositando una scia di liquidi sul selciato. Come la bava di una lumaca, lasciano una traccia del loro passaggio, segnando la strada del loro dolore. Riversi per terra li incontri quando stai per cominciare la tua giornata; oppure mentre stai indossando le cuffiette per ascoltare della musica poco prima di andare a correre. Oppure mentre stai portando a spasso il cane. Corpi di uomini che hanno smarrito la loro anima dentro una bottiglia. È un urlo di dolore, quando ancora tanti sono assopiti tra le braccia di Morfeo. Danno fastidio, dicono. Intralciano il libero passaggio, squalificano la zona, la rendono insicura. Le case, per questa ragione, costano un po’ meno.

Sono i fantasmi dell’opera malriuscita di un’urbanizzazione che non prevede queste sbavature iconografiche. L’effetto di un moderno e contemporaneo capitalismo che non s’è affrancato dalla povertà, l’ha soltanto cambiata geograficamente. Importandola, insieme con la solitudine del Sudamerica, qui da noi, nell’opulento occidente. In cui abbiamo smesso di abbracciarci per legge. Milano abbandonata dall’amore non può che diventare alcolista