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“Si certo, il Coronavirus ha alimentato una spirale negativa per il Paese, ma c’è stato anche qualche fenomeno opposto: qualche spiraglio di luce. Per esempio noi che ci occupiamo delle filiera agroalimentare per Confcommercio e che nel settore forniamo servizi alle società di quest’area, possiamo dire che abbiamo avuto incrementi produttivi simili a quelli che di solito si riscontrano nel periodo natalizio”.

A dichiararlo Claudio Salluzzo, Segretario di Assofood di Confcommercio, un sindacato, un’associazione di categoria, del settore alimentare; settore che paradossalmente ha fatto registrare “un incremento occupazionale proprio nel periodo in cui i posti di lavoro cominciano a perdersi” – aggiunge ancora Salluzzo. Una congiuntura positiva motivata dal fatto che la principale paura degli italiani davanti al lockdown è stato quello di munirsi dell’adeguato vettovagliamento a fronte dei giorni di blocco totale, in cui non era consentito respirare sui balconi di casa senza incorrere nello zelo di qualche delatore che prontamente convocava le forze dell’ordine per fermare l’eversore di turno. Lo stesso segretario per altro indica, nell’intervista che potete vedere qui sotto, anche la grande criticità che il segmento del food sta subendo: la carenza di danaro. Il lockdown ha chiuso i rubinetti in entrata per le imprese ma non quelli in uscita, pretendendo lo Stato il regolare balzello annuale, più normalmente conosciuto come tasse. Proprio questo induce lo stesso Salluzzo a determinare come assolutamente necessario l’erogazione di quella liquidità che il Governo ha più volte annunciato ma che non e6mai arrivata.

“Noi stiamo aspettando, ma di tempo non ce n’è più” dice ancora il Segretario di Assofood. “In questo mi sento di seguire le linee guida del Presidente Carlo Sangalli, il quale ha invocato più volte che le promesse del Governo Conte diventino realtà; per quanto difficile in un momento in cui a causa della contrazione dei consumi entrano meno soldi nelle casse dello Stato”