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Sgombriamo subito il campo dagli equivoci. Nell’osservazione empirica del fatto che stiamo per sottoporre alla vostra attenzione, non c’è alcun intento complottista. Semmai qualche semplice domanda di delucidazione relativa all’accaduto.

I titolari di cellulari di ultima generazione con sistema Android hanno al loro interno ricevuto da Google una “notifica di esposizione da Covid -19”. In sostanza è stata inserita nel vostro cellulare, senza il vostro consenso, uno strumento di controllo e tracciamento dei vostri spostamenti in grado di rilevare se avete avuto rapporti con soggetti che hanno o hanno avuto il Covid 19. Si accede alla visione di questa notifica tramite le vostre impostazioni. Entrando dentro le impostazioni trovate la schermata “Google” al cui interno si trova questa notifica.

Naturalmente la notifica si dice attivata solo allorquando fosse in funzione il vostro Bluetooth, senza il quale il sistema di rilevazione non sarebbe disponibile. E dovrebbe poi essere scaricata la App Immuni che permette appunto la tracciabilità di quanti sono venuti a contatto con il Virus. Posto che il Bluetooth viene utilizzato per collegare il nostro cellulare a quello di altri, dobbiamo supporre che quando venga acceso sia di fatto considerato automatico il nostro assenso all’uso della notifica? E soprattutto chi ha detto a Google di mettere quella notifica dentro ai nostri cellulari?

Seconda domanda: cosa accade se, contro la mia volontà, vengo tracciato? E cosa accade se volontariamente dessi il mio assenso ad essere tracciato e venissi individuato come una persona che ha avuto rapporti con Covid -19?

Posso essere per motivi di sicurezza prelevato e magari messo in qualche struttura isolata dove non nuocere alla comunità? Facciamo un esempio. Io sono un giornalista. Scrivo, per esempio, che la nomina di un membro di Italia Viva a presidente della Commissione d’inchiesta sul Covid in Regione Lombardia, nello stesso giorno in cui Italia Viva alla Giunta del Senato si astiene sul voto per procedere contro Matteo Salvini sulla Open Arms, è figlio di un accordo politico. Di un inciucio che dice che Matteo Salvini e Matteo Renzi si preparano a governare insieme. Supponiamo che questo scateni, in una Regione colpita come la Lombardia, una ventata d’indignazione popolare. E l’indignazione popolare si trasformi anche in qualcosa di più vivace. In proteste di piazza. Magari in scaramucce, in scontri di piazza. Ammettiamo che qualcuno si faccia male. Che vi siano dei feriti. Ammettiamo che in un clima surriscaldato qualche testa calda scriva su qualche muro “Fontana Assassino”. Che succede a quel punto?

Potremmo immaginare che se l’autore di quell’articolo, in cui si accusano i due Matteo, fosse magari stato a visitare alcuni dei centri Covid a Milano (Hotel Michelangelo, Hotel dei Cavalieri) potrebbe essere venuto a contatto, a distanza di sicurezza, con alcuni dei malati. Potrebbe in ogni caso essere prelevato e portato in qualche struttura di isolamento? Tecnicamente verrebbe fatto per la sicurezza di tutti. E per la sua, ovviamente. Siamo sicuri verrebbe fatto solo per quello?

Qualche anno fa un importante manager di un’importante azienda che accumula miliardi di dati sul web venne convocato a sorpresa dai servizi segreti militari italiani. “Scarichi i dati”, gli venne ordinato. “Tutti quei dati possiamo averli noi, non lei” .

Il manager obbedì agli ordini che gli erano stati impartiti. In un viaggio fatto insieme ancora qualche anno fa, mentre parlavo al telefono con l’ultimo modello di cellulare, lui ne aveva uno di dieci anni prima. “Qui non sono tracciabile e soprattutto non voglio esserlo”, mi disse. Non mi sono mai dimenticato quell’uomo ricco su un’importante nodo delle rete autostradale italiana, che aveva tanta diffidenza verso la moderna tecnologia.

Da ieri mi è decisamente più chiaro perché non sono diventato ricco come lui. Chi ha la capacità di ‘vedere’ prima, in anticipo, certe realtà, riesce a farsi interprete di quanto può accadere. Prevenendo un destino scritto da qualcun altro.