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Lavora presso la cooperativa sociale Comin. È una psicologa ed educatrice sociale. Ilaria Caelli, segue due progetti: il primo, Astrolabio, è un centro diurno della Cooperativa, (www.coopcomin.org) in cui sono seguiti adolescenti che necessitano di un supporto psicologico. Sono lì inviati dal Comune, e vengono avviati ad una ridefinizione dei rapporti con le figure adulte, esterne alla famiglia: sono ragazzi con criticità nella sfera della personalità. Il secondo, è il progetto Cassiopea che si occupa di accompagnare i minori stranieri nel progetto di ricongiungimento familiare.

Sono soprattutto filippini, salvadoregni, cinesi, senegalesi. L’educatore in una cooperativa svolge un lavoro in rete con gli psicologi, declina un sostegno personalizzato concordato con i servizi sociali e pone quindi in essere un patto educativo concordato. “Facciamo di tutto, mi dice Ilaria con un sorriso solare al telefono: ci dedichiamo al supporto psicologico, ma aiutiamo anche in cucina se necessario. Accompagniamo comunque sempre i ragazzi in un pezzo del loro percorso”.
Un’incombenza rilevante che richiede impegno e soprattutto professionalità. “Giochiamo diversi ruoli ma con la giusta distanza educativa per condividere con i ragazzi una lettura comune delle esperienze vissute: un supporto per vedere con ciascuno che disegno ha creato della propria vita”. Ilaria ci tiene a ribadire che “Li aiutiamo ad avere un pensiero adulto, idoneo a determinare una loro coscienza individuale”.

Una particolarità emerge durante il nostro colloquio. A causa del Coronavirus in questo momento lavorano a distanza. Esiste lo Smart working del sostegno psicologico a distanza. “È per causa di forza maggiore, aggiunge, ma c’è comunque una notevole partecipazione: il nostro obiettivo è esserci sempre”. Ilaria è un vulcano, una donna piena di energia. “Mi occupo anche di clownterapia”, mi dice. Un’idea diversa di prossimità e di solidarietà. Come diversa è l’idea di usare il linguaggio universale del disegno per far emergere le emozioni che si nascondono dentro anime ferite, come quelle dei ragazzi di cui si occupa. Recentemente un’artista peruviana, esperta in pittura e disegno, ha proposto un autoritratto di sé, a ciascuno dei ragazzi in cui ognuno tenesse in mano una bandiera da una parte e sull’altra il pianeta terra, in occasione della giornata mondiale della terra, il 22 Aprile. Un modo diverso con cui ciascuno di loro ha “riconosciuto” se stesso, provando a vedere sé ma con occhi nuovi, diversi. Il vero volto di chi attraversa quest’esperienza. Un passaggio al sé profondo, capace di determinare una identità, prima ferita e instabile.

Stabilità: una parola difficile da rendere compiuta. Ognuno dei professionisti che come Ilaria impiega il priprio tempo in questi progetti, riempie di senso la propria vita e quella di coloro che sostengono. Se un senso nella vita è difficile trovarlo, qui un po’ meno. Basta guardare negli occhi i ragazzi, e coloro che gli stanno accanto