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Litigare, in continuazione. Litigano e s’insultano pure in questi momenti. Giuseppe Conte con il Governatore Fontana, l’Assessore Giulio Gallera con la stampa lombarda in particolare e con qualche esponente del PD.
Trovo sia irritante per la pelle sentire quanto tempo viene speso per buttarla in caciara quando siamo arrivati a 9384 morti in Lombardia e più di 17.000 in tutto il Paese.

Nelle ultime ore sta montando il caso del Pio Albergo Trivulzio di Milano. A parte il fatto che quando si vuole trovare un capro espiatorio su cui sfogare il risentimento di un disagio o di un dolore, mi scatta pavlovianamente un istinto di difesa per chi è aggredito; resta il fatto che ci sarebbero stati molti decessi, 70, tutti imputabili al Covid-19 e molti di questi causati dal mancato utilizzo della mascherina che sarebbe stata interdetta dai suoi vertici all’interno della struttura.

La causa dei decessi in molte RSA sarebbe però anche da imputare al trasferimento di diversi malati di Coronavirus dentro quelle strutture. Oggi l’Assessore Gallera è corso a smentire che sia questa la causa “perché noi abbiamo suggerito di trasferirli solo su base volontaria e solo se le strutture disponessero di piani o aree isolate.” Insomma Gallera conferma che il trasferimento è avvenuto, ma solo quando le condizioni lo avessero permesso. Con tutta la comprensione del caso, per le enormi difficoltà: possiamo chiedere un po’ di sincerità quando siamo in presenza di morti?Però trovano il tempo per litigare.

È evidente che in Regione Lombardia non ha funzionato qualcosa, se qui si registrano migliaia di morti che altrove non ci sono. Abbiamo il caso di Nembro e Alzano dove Fontana si rimpalla la responsabilità della mancata zona rossa con il Presidente del Consiglio, Conte. Intanto: Conte ha preso una decisione. Fontana, no. Seconda evidenza: Conte è pugliese e della Lombardia sa poco e nulla. Invece Fontana conosceva e conosce benissimo la sua regione. Se intervento tempestivo doveva esserci era il suo: non c’è stato.


Stessa cosa per la questione degli anziani nelle residenze. In aula a fine febbraio Fontana facendo un clamoroso scivolone e contraddicendo se stesso, afferma che il virus è solo poco più che un’influenza anche se fortemente contagiosa. “Fortemente contagiosa”, dice, a significare che il vero pericolo veniva dalla facilità del contagio. E Fontana sapeva già che erano gli anziani ad essere maggiormente colpiti. Chiunque abbia deciso di mandare dei Covid dentro le RSA ha compiuto una gravissima imprudenza. E siccome in un’impresa o in un Governo chi risponde delle scelte dei propri uomini è il comandante in capo, già solo per questo Fontana dovrebbe dimettersi. Però trova il tempo per litigare, invece che fare il suo lavoro.

Di più: sulla questione mascherine è anche qui insorto un detestabile contraddittorio con il Governo. Ho personalmente verificato la lentezza inaccettabile con cui la Regione protocolla le proposte che le arrivano dalle aziende a cui ha chiesto di far arrivare le mascherine. Più di 7 giorni solo per protocollare le mail arrivate, poi il passaggio all’ufficio acquisti. Proprio la Lega che passa per essere il partito del neo pragmatismo nazionale, decisionista per sua natura, proprio quando ci sarebbe da essere celeri per salvare vite umane, è lenta come la morte: che puntuale è sopraggiunta colpendo il personale medico e moltissimi pazienti, rendendo gli ospedali pericolosi focolai del virus. Litigare è ancora la priorità?

E ancora: nelle linee di comando l’informazione è fondamentale arrivi in modo veloce così da contrastare il nemico, anticipando le sue mosse. Nel caso di Cocquio Trevisago, provincia di Varese, in cui 7 appelli in dieci giorni ad Ats, Direttore Generale dell’Assessorato al welfare, Assessore al Welfare in persona e Governatore non sono serviti a nulla: epilogo, 2 morti, 65 positivi, 130, tra il personale medico e infermieristico, di un centro di assistenza psichiatrico, che aspettano da una settimana l’esito di un tampone che non arriva mai.

La sanità lombarda ha nel frattempo varato la costruzione di un nuovo nosocomio presso la fiera in cui dai 600 posti promessi ne sono disponibili solo 24 ed in cui l’organizzatore, Guido Bertolaso, a causa di ripetute violazioni dei protocolli di sicurezza si è subito ammalato, anche se grazie al cielo proprio oggi è stato dimesso dal San Raffaele.

Con un curriculum così, con una serie di oggettivi insuccessi e di gravi carenze mostrate, in cui ad essere omessa è stata prima di tutto la verità del quadro sanitario lombardo e della sua inefficienza, non basta scaricare la colpa sugli italiani indisciplinati (troppa gente per strada, troppi runner, troppe persone che vanno troppe volte al supermercato…e altre sciocchezze assortite). Litigare, litigare. Quante parole buttate al vento.


Gli italiani fermati dalla polizia sono stati quasi 5 milioni. I locali controllati più di 2 milioni. Le sanzioni erogate in tutto 11.000 (undicimila). Il 2,3% del totale. Cari politici, cari Fontana e Gallera, in particolare, responsabili della Regione più colpita, cara Lega, cara Forza Italia, cara Fratelli d’Italia: chiedete scusa e andatevene. Avete dimostrato di non sapere governare e neppure di comunicare. Chiedere d’indossare mascherine che neppure ci sono è l’ennesimo insulto a gente che vi ha accordato una fiducia che i morti di questi giorni dicono non vi meritate più. Fate un passo indietro. E andatevene.

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