fbpx

La situazione di emergenza a causa del Covid-19 è stata dichiarata lo scorso 1°Febbraio del 2020 e all’art 1 indicava che sarebbe durata 6 mesi, ovvero fino al prossimo 31 Luglio 2020. La pubblicazione si trova in Gazzetta Ufficiale con delibera del Consiglio dei ministri(*). Dunque che ci sarebbe stata una situazione di emergenza nazionale il Governo lo sapeva dall’inizio del mese scorso ma ha attuato le prime direttive il 21 di Febbraio.

Tre settimane in cui il Covid-19 ha circolato senza problemi e senza ostacoli. Qualcuno, al Ministero della salute ci deve una spiegazione. Come si fa in piena emergenza a non emettere provvedimenti straordinari a tutela della popolazione?

Seconda spiegazione dovuta: tre settimane fa in Regione Lombardia i sindaci di Alzano Lombardo e di Nembro (BG) chiedono di poter ottenere la zona rossa e chiudere tutte le imprese. Ma nè il Governo(**) nè la Regione intervengono per procedere alla costituzione della zona rossa per arginare il Covid-19 come accaduto a Codogno. Perché nessuna istituzione è intervenuta per ordinare la chiusura della zona?

Terza spiegazione: in un comunicato firmato dal Consigliere regionale Michele Usuelli di + Europa, Radicali italiani

“La grande maggioranza degli ospedali lombardi sono oggi luoghi di contagio, ad altissima velocità di contagio.

Una delle ragioni per l’iniziale esplosione di Covid-19 in Lombardia ed in altre regioni è stato il contagio comunitario, in particolare negli ospedali. In quelle condizioni, la velocità di raddoppio del virus cresce fortemente, come insegnano i casi del passato e come riscontrato anche per il nuovo coronavirus; inoltre, anche quando il virus si è diffuso e la crescita dei casi di Covid-19 avviene soprattutto in ambito extraospedaliero, all’interno degli ospedali si mantiene una rapida cinetica di infezione ad alta carica virale che coinvolge e decima il personale sanitario ed i pazienti già ricoverati, aggravando la crisi epidemica. Ad oggi in Lombardia su 100 positivi, 12 sono personale sanitario.”

Le strutture sanitarie, salvo lodevoli eccezioni, non sono attrezzate per il controllo ed il contenimento delle malattie infettive in ambito ospedaliero, così come non sono preparati i medici, i quali da generazioni non hanno visto un’epidemia come l’attuale.”

Dice ancora il comunicato stampa:

“Chiunque, a qualunque titolo entri in ospedale deve essere considerato e considerare sé stesso potenzialmente infetto.
È indispensabile l’autocontenimento del personale sanitario, cui è necessario fornire strutture ricettive specifiche per ritirarsi dopo il lavoro, evitando così il fai da te domestico ed aiutandolo a non contagiare le famiglie. E come spesso accade, in caso di marito e moglie medici, aiutarli nella gestione della loro famiglia.
Chi entra in ospedale deve essere tracciato in tempo reale, anche con app simili a quelle che usano i riders.
I sanitari devono essere sorvegliati con tamponi seriali. Indipendentemente dalla capacità di ogni regione nel restituire il risultato del tampone, la priorità insieme al paziente sintomatico deve essere il tamponamento del personale sanitario.”

“Queste le conclusioni di un lavoro di approfondimento congiunto che ho fatto con il prof. Enrico Bucci e alla Associazione Luca Coscioni, e che esporrò domani, lunedì, alla riunione dei capigruppo del consiglio regionale della Lombardia, chiedendo la convocazione urgente di un consiglio regionale per martedì (o al più presto), dato che il Parlamento della Lombardia non si riunisce da 2 settimane.”

Enrico Bucci, è tra l’altro PhD Adjunct Professor in Systems Biology Sbarro Health Research Organization, c/o Temple University

Com’è possibile che un medico che lavora in terapia intensiva come Michele Usuelli, oggi consigliere regionale in Lombardia, dichiari che chiunque entra in ospedale deve considerarsi potenzialmente infetto? È vero? I nostri medici e i pazienti che sono negli ospedali devono considerarsi potenzialmente affetti dal virus? Anche quelli entrati per altre patologie? Non è gravissimo?

Si può sapere esattamente come sono rilevati i decessi di questi giorni? Sono fatte oppure no le autopsie a coloro che decedono? Di cosa sono morti? Se dal Covid-19 si può anche guarire, coloro che muoiono invece, lo sono a causa del virus? Si o no? Perché fa un certa differenza e giustifica o non giustifica determinate misure adottate. Soprattutto quando è l’Istituto superiore di Sanità a dire che su 355 decessi, solo 3, ad oggi, tra le vittime, lo sarebbero per Covid -19

Una risposta ce la deve anche l’Aifa che è l’agenzia del farmaco. Dopo che un turista italiano ha fatto delle riprese del centro di Tokyo due sere fa con tantissima gente per strada, dimostrando superata l’emergenza Coronavirus che pure c’era il mese scorso, Cristiano Aresu, questo il nome del turista italiano, ha spiegato che a Tokio stanno usando un farmaco: l’Avigan. Prontamente l’Aifa ha spiegato che il farmaco in Italia non è testato, e sarebbe per questo considerato inadeguato per i possibili effetti collaterali, ma la stessa Aifa avrebbe confermato che la sperimentazione sarebbe in corso nel Paese nipponico e anche in Cina. Anche il ministro della salute cinese ha confermato l’uso del farmaco che ha dato risposte positive. Per cui non si capisce perché Aifa dichiara inadeguato un farmaco che in altri Paesi è testato, usato e sta dando risultati. Perché a meno che in Giappone non vivano Venusiani, i cittadini giapponesi sono terrestri tanto quanto quelli italiani attualmente ricoverati. Aresu, il cittadino italianoche si trova a Tokyo, ha detto che il farmaco guarirebbe in quattro giorni. L’Aifa ha convocato urgentemente la propria direzione ed chiesto di parlare con il Governo? No. Ha deliberato che convocherà solo per oggi, Lunedi 23 marzo, il proprio consiglio per decidere se ammettere l’uso del farmaco. Una domanda: visto che a Bergamo e Brescia muoiono come mosche non sarebbe stato il caso di convocare all’istante, vista l’emergenza, l’Agenzia per deliberare come e dove trovare il farmaco e come eventualmente provare la sperimentazione?

Un’ultima domanda: chi decide chi come e a chi fare un tampone? Perché molti medici in prima linea non sono stati testati, mentre Paolo Maldini e il figlio sono stati subito testati? Con il rispetto dovuto ad un’icona del calcio che aveva tutto il diritto di essere indagato, si può sapere chi decide chi fa i tamponi?
Chi decide che i medici che curano, no, e i calciatori della Juve, sì?

(*) https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/02/01/20A00737/sg

(**)https://www.google.it/amp/s/bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/20_marzo_07/coronavirus-bergamo-niente-zona-rossa-nembro-alzano-lombardia-blindata-regole-e4e363e6-60aa-11ea-8d61-438e0a276fc4_amp.html