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Gli imprenditori a Milano protestano:“Basta con questo racconto della città”

Era inevitabile accadesse. Ad un certo punto davanti alla irresponsabile descrizione di una Milano attraversata dalla peste manzoniana, tanto da indurre lo spavento di amici, parenti, imprenditori e politici stranieri, non poteva non accadere.

Gli imprenditori, soprattutto albergatori, baristi e ristoratori, si stanno mettendo insieme per protestare. Uno di loro, oggi, durante una riunione ha affermato: “Andando avanti così avremo bisogno di così tanti sindacalisti, che faremo fatica a trovarne”. Sentita l’aria che spira ho deciso di realizzare un servizio speciale sulle imprese lombarde. Sugli albergatori, sui baristi e ristoratori, appunto. Sono andato a sentire la loro voce. A raccogliere la testimonianza di chi lavora tutto l’anno, spesso 18 ore al giorno; e che da un momento all’altro si sente dire che deve chiudere, o che non può servire in piedi i suoi clienti o che siccome il suo Paese è all’improvviso attraversato dalla peste, nessuno è più disposto a visitarlo. E non c’è nessuno vicino a lui, tra le istituzioni o i giornali, che si alzi per dire: “Ma non è vero, ma essere positivi al test non significa essere ammalati o aver contratto la malattia.” E quindi, negata questa realtà e poi scoperta come vera, questo significa che c’è la possibilità che un po’ di ragione la Gismondo l’avesse: è un’influenza virulenta, ma non letale e forse abbiamo esagerato a definirla un male assoluto.

Del resto chi va in chiesa sa che da anni ogni domenica, il proprio parroco saluta i defunti settimanali della sua parrocchia. Sommando quante sono le chiese a Milano avrete anche il numero dei morti ogni sette giorni. Eppure non muiono per carestie, pestilenze o guerre. Passano a miglior vita perché fisiologicamente decede ogni settimana un certo numero di persone, spesso anziane.

In quest’ultima settimana abbiamo sentito di medici che andavano a fare il tampone anche a chi era deceduto.
Al fine di poter affermare che fosse stato il Covid – 19. Cosi va l’Italia

Ecco il servizio con le testimonianze di albergatori, baristi e ristoratori

Foto di copertina di Elena Galimberti