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“Guardi io sono stato anche in galera per le mie idee, per cui si figuri se mi spavento per quello che sta accadendo. È che secondo me quando un governatore di una regione come la Lombardia, nel casino più totale dell’informazione si presenta con la mascherina davanti al video, sapendo che serve indossarla solo se si è malati, e a stretto contatto con una persona, e non davanti a uno schermo, vuol dire che si dimostra incapace di una gestione razionale di un’emergenza: per questo ritengo debba essere rimosso dall’incarico”

L’imprenditore Bernardelli è arrabbiatissimo, inoltre, con la stampa. “Hanno gestito in modo pessimo l’intera vicenda. Ho intenzione tramite il mio legale di denunciare uno ad uno tutti i direttori delle testate giornalistiche che hanno provocato il panico tra la gente e i turisti. A Milano non vengono solo per affari ma anche per leisure. E dopo questa campagna mediatica è stata distrutta l’occupazione che porterà tagli per migliaia di posti di lavoro”.

Bernardelli non si dà pace e spiega che sarà costretto, per difendere la sua azienda ( è proprietario di due alberghi a Milano molto noti, Hotel dei Cavalieri e The Square) e i suoi lavoratori, a ricorrere alla cassa integrazione. Non sarebbe stato necessario se chi fa informazione non avesse descritto Milano come un recinto di appestati dove la gente muore di Coronavirus per strada.

Anche perché nessuno è morto per Coronavirus. E se un po’ di giornalisti si facessero, diciamo, qualche migliaio di ore in servizi sociali, o nei campi pugliesi con gli immigrati a raccogliere pomodori, non è detto che non se ne possa trarre giovamento. Per l’intero Paese. Adesso bisogna raccogliere i cocci e rimettersi a costruire. Cinque anni di effetto Expo dove Milano era diventata tra le prime città del mondo, distrutta in meno di una settimana.