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Economia a rischio disastro e panico ingiustificato: diciamocelo, sono incapaci di governare.

Avevo deciso di non pubblicarlo. Il video qui sotto. Di cui solo i primi 47 secondi ho deciso di rendere pubblici, lunedì scorso. Sono parte più ampia di un ragionamento che dopo la conferenza stampa, avevo svolto con il supporto di interventi in sala stampa e d’interviste che avevo poi deciso di non pubblicare.

Un po’ per non alzare i toni, un po’ per senso di responsabilità e di rispetto umano per le persone coinvolte.

Dopo quanto accaduto ieri, con le immagini del Governatore Fontana che indossa la mascherina perché “una sua stretta collaboratrice ha il coronavirus” diventa un dovere pubblicarlo.

Potrete vedere nella ricostruzione che facevo lunedi scorso, almeno tre punti ben delineati

Il primo: Il coronavirus non è dimostrato sia letale per chi ne sia colpito. Semmai, ad oggi, secondo evidenza empirica, indebolisce chi ha già un quadro clinico pregresso complicato: in genere, persone anziane. Evidente che un quadro clinico complicato può averlo anche una persona di 28 anni con un cancro.

Punto secondo: nella conferenza già lunedi pomeriggio sia il Governatore Fontana, sia l’Assessore Gallera annunciavano che la vita poteva tornare a scorrere in modo normale. A parte per le misure che erano state deliberate. Insomma bisognava fermare l’epidemia e serviva qualche sacrificio. Compreso quello di non stare in luoghi in cui ci fossero assembramenti.

Gallera si spingeva anche oltre, come potrete ascoltare: annunciava che sarebbe stato limitato il numero dei tamponi che, spiegava, “erano serviti a trovare il paziente zero”. In linea con quanto scritto da Paolo Giordano sul Corriere della sera mercoledì, cioè due giorni dopo la conferenza. I sacrifici andavano e vanno fatti per bloccare il rischio d’epidemia.

Qui s’inserisce il terzo e più delicato punto: la mia domanda all’assessore durante la conferenza in cui chiedevo se non fosse un rischio tenere, il giorno dopo, martedì 25 Febbraio, il Consiglio Regionale, alla luce di un semplice ragionamento: alcuni consiglieri vivono nelle zone rosse, e fino a pochi giorni prima, venerdì 21 Febbraio, erano stati regolarmente al loro posto. Aveva senso aprire il consiglio visto che avrebbero potuto nei giorni precedenti aver infettato qualcuno, senza saperlo? Non era meglio prevenire, disinfestando sia Palazzo Pirelli, sia Palazzo della Regione, per evitare contagi possibili? Se il periodo d’incubazione del Covid 19 è di 14 giorni, la seduta sarebbe stato meglio non farla. La collega Stefania Piazzo, dell’Indipendenza Nuova, proprio mercoledì scorso è uscita con un pezzo in cui poneva la stessa domanda: se una parte dello staff del presidente e lo stesso Governatore sono stati a Casalpusterlengo per il deragliamento del treno, si erano poi sottoposti al tampone, visto che quella è zona rossa e che da giovedì 20 Febbraio sappiamo dell’arrivo del virus?

Aggiungo: negli scorsi giorni, mi sono presentato in sala conferenze stampa con la mascherina. A molti non è parso vero di potermi sfottere chiedendomi “di tenerla bene su” o di farmi sapere “che tanto la mascherina verde non serve a nulla”: è la stessa indossata dal Governatore ieri.

Ora mi domando: al di là della naturale angoscia che solleva vedere qualcuno che conosci indossare la mascherina, perché conferma che la malattia non è più solo una cosa che vedi in TV, ma che è entrata nella tua prossimità, nella tua quotidianetà.

Che senso ha non aver in alcun momento mai (mentre si spargeva terrore tra la gente dicendole che Milano sarebbe potuta diventare come Wuhan, minacciando la chiusura dei supermercati e facendo scattare domenica pomeriggio gli accaparramenti) proposto di indossare la mascherina? Perché in nessun momento mai la Regione ha indicato come dove e quando poter aver subito gli strumenti per evitare il contagio, cioè mascherina, guanti occhiali e gel per le mani? Perché, dovendo usare l’esercito, non lo si è usato per distribuire quello che serve per evitare il contagio, anziché indurre la convinzione che bisogna restare tutti rintanati a casa?

Perché nessun consigliere, nessun membro della giunta mai, ha indossato la mascherina?
In Cina, epicentro di questa epidemia, il blocco delle aziende è stata di una settimana e il coprifuoco è valso per Wuhan, ma a Pechino si poteva regolarmente lavorare, come dimostra l’inviata RAI da Pechino. Usando le mascherine.

Nel video troverete le domande, che ponevo ai protagonisti di questa vicenda. Perché dunque non l’ho pubblicata? Perché il senso di responsabilità di un giornalista è quello di raccontare i fatti separando le opinioni personali; e soprattutto sapere che quello che scrivi o pubblichi può avere dei riflessi su chi legge. Sulle sensibilità di esseri umani che possono avere reazioni incontrollate in casi del genere. La stampa italiana ha fatto schifo in questi giorni, tra le accuse di tentata strage al Governo Conte, spingendosi a dipingere l’Italia come un paese d’appestati e il nord in balia di un virus che stava uccidendo come a Wuhan.

Se Paolo Giordani e il fattore R0 è condiviso da tutti allora dovete spiegarmi perché la stampa e poi le istituzioni non hanno invocato le autorità preposte e le case farmaceutiche a distribuire subito a tutti coloro che sono coinvolti in questa vicenda, gli strumenti per proteggersi.

Non ci volevano forzieri d’oro. I soldi ci sono. È che manca la capacità politica e amministrativa. È che l’effetto Salvini, la politica che diventa allarmismo, ha fagocitato tutto in un perenne scontro e in un continuo generare ansia. Ora è l’immigrato, ora lo sbarco, ora il terrorista, poi il rumeno che ti entra in casa e allora dobbiamo armare tutti. Poi è venuto il virus. E allora dagli al cinese.

La verità è che non sapete governare. La Lombardia è una regione tra le più importanti d’Europa. Traina il resto d’Italia. L’avete distrutta in una settimana. Isolata dal mondo, inducendo persino Donald Trump a invitare uomini d’affari e turisti americani a evitare l’Italia. E non è solo per il virus. È anche perché proprio la Lega si è legata, il gioco di parole ci sta, alla Cina e alla Russia.

Sarebbe giusto chiedere di andarvene perché siete degli incapaci. Gli imprenditori sono furiosi con voi, i ristoratori, i proprietari d’albergo. Sono furiose le associazioni di categoria. Invece adesso dovete rimanere e risolvere il problema. Ascoltate non chi urla, non chi grida alla strage. Ascoltate chi ragiona.

Poi, quando tutto sarà finito, abbiate la decenza di levarvi di torno. E lo dico anche al Governatore Fontana, che non nascondo di considerare comunque una brava persona. Perbene e gentile. Umanamente dispiace sia venuto a trovarsi in una condizione angosciosa: per lui e per la sua famiglia. E vale anche per la consigliera Patrizia Baffi, d’Italia Viva, che abita a Codogno e che è in quarantena con i suoi figli. A loro va il mio abbraccio.

La politica però richiede capacità che sono mancate. Ve ne dovete andare. Prima però mettete almeno una pezza e smettetela di creare paura. Fate quello che serve. Distribuite i mezzi per proteggersi. Non chiudete tutto, perché così uccidete l’economia. E lo dico anche ai colleghi giornalisti: se continuate a creare allarmismo, la prima cosa che verrà fatta dalle aziende sarà tagliare i budget pubblicitari. Con cui campano molte delle vostre TV e dei vostri giornali. Quando scrivete “un’altra vittima per il Coronavirus”, oltre a non essere vero, state tagliando il ramo su cui siete seduti.

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