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Bloccare o no la circolazione, questo è il problema. Se sia più importante tutelare l’ambiente attraverso misure draconiane oppure provare ad individuare alternative che siano sistemiche; questo è il dilemma.

In questa storia partecipano come coprotagonisti tutti i cittadini di una qualunque metropoli, ed in questo caso è quella meneghina.

I protagonisti però sono invece due personaggi tra di loro molto diversi. Uno è il primo cittadino di Milano, Beppe Sala. L’altro invece è l’Assessore all’Ambiente della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo. Sono entrambi dei moderati, il primo però nelle fila del centrosinistra, il secondo nel centrodestra. Il sindaco non ha mai negato un pugno chiuso ai fotografi, anche se il portafoglio è decisamente spostato a destra se guardiamo al conto corrente e al curriculum professionale. Cattaneo è un moderato di centro, molto apprezzato politicamente: anche gli avversari in Regione gli riconoscono una preparazione fuori dall’ordinario.

I due si distinguono anche per una diversa posizione sulla questione ambiente. Il PM10, in particolare, incubo di tutti i sindaci che amministrano piccole e grandi città. Beppe Sala il 2 Febbraio scorso è ricorso all’ennesimo blocco di tutti gli autoveicoli. Con l’inevitabile effetto di provocare una cascata di multe. L’Assessore ha ereditato e implementato una politica regionale tesa a convertire il parco auto e dall’altro ad abbassare il livello delle polveri, disincentivando l’uso delle caldaie in città e del pellet fuori da esse. Proprio tra Varese e Busto Arsizio, dove vive l’assessore, i dati Arpa rilevano concentrazioni di polveri sottili provocate dal Pellet ancora oggi considerato da molte famiglie utile all’ambiente: è l’esatto contrario.

Tra queste due filosofie si dibatte un tema che ci riguarda tutti e che ha indotto anche il sindaco Sala a programmare la dismissione di tutte le caldaie a gasolio entro il 2023. Perché alla fine l’inquinamento si vince attraverso il combinato disposto, dell’uso della tecnologia e della programmazione. La politica è guardare l’orizzonte provando ad immaginarlo in modo nuovo. Possibilmente sostenibile.