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Cinquecentomila nuovi cardiopatici cronici negli ultimi 8 anni, un incremento del 135% dei pazienti cronici gastroenterici e un aumento dei pazienti con malattie autoimmune del 213%. I dati presentati nel nuovo Piano socio sanitario integrato, dall’Assessore alla Sanità, Giulio Gallera, alla Commissione Sanità di Regione Lombardia, afferma che su dieci milioni di abitanti ci sarebbero tre milioni (il 30%) di pazienti malati cronici. “Dati che sarebbero conseguenza di un algoritmo definito BDA3 di origine Bocconiana, ma senza sufficiente back-up clinico”, afferma nell’intervento che potete vedere nelle immagini, Michele Usuelli di Più Europa – Radicali Italiani; il quale essendo un medico di vasta esperienza internazionale e con un curriculum professionale di alto livello, nessuno ha confutato in commissione. Insomma per essere una sanità d’eccellenza, se si ammala così tanta gente, forse tanto eccellente non deve essere. A meno che si considerino malati cronici anche coloro che non lo sono. Il medico Michele Usuelli critica i numeri e la loro rilevazione. Cosa non da poco, considerando che più pazienti cronici significa più spesa sanitaria.

Dunque al netto delle linee guida presentate dall’Assessore sulla prevenzione della cura, sulla continuità dei percorsi tra ospedali e territori; sulla riduzione dei ricoveri ospedalieri; sui rilievi tra sostenibilità economica e qualità della vita e sulla necessità di un riordino della rete; sulla diversa organizzazione dei presidi, Presst e Pot e medicina del territorio, farmacie di servizio e cure domiciliari; sono i numeri a generare molte perplessità. Davvero in otto anni ci sono stati 500 mila nuovi cardiopatici in Lombardia? Con questa media nel volgere di vent’anni oltre due terzi dei lombardi sarà cardiopatico. “Forse sarebbe utile una riflessione sui criteri con cui si definiscono i pazienti cronici”.

Senza forse, probabilmente

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