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Sono ore convulse. Frenetiche. Uno spettro si aggira per l’Europa. Si chiama Mes. Tradotto sarebbe il fondo salva stati. È un organo politico europeo. Funge da soggetto internazionale nella salvaguardia del sistema bancario. Interviene qualora le condizioni economiche di un paese diventassero critiche

Dato il clima: è quello che per il raffreddore è la Tachipirina. Un mezzo di contrasto. Tra coloro che lo adottano: Italia Francia e Germania. E se uno dei tre ponesse il veto: niente Tachipirina

In questi giorni la Germania accusa l’Italia, noi accusiamo la Germania. Oggetto: il provvedimento, dice ciascun Paese, serve a salvaguardare quello vicino. Noi abbiamo il debito pubblico più alto al mondo. La Germania ha in pancia miliardi di Euro di titoli tossici. Ci vogliono avvelenare. “No, siete voi che volete avvelenarci”

In Italia abbiano la criminalità mafiosa peggiore del pianeta. Ce la giochiamo alla pari con Nigeria e Russia. United Nations of crime. In Francia da un anno con regolare frequenza settimanale devastano il centro di Parigi e non solo. In Spagna Vox liscia il pelo ai nostalgici franchisti. Il fascismo raccoglie ancora larghi consensi. E arresta invece quanti in Catalogna chiedono solo l’esercizio della libertà referendaria.

È l’effetto del nazionalismo. Nell’esercizio della sovranità ciascuno richiede più spazio. Nessuno è disposto a rinunciarvi. E sebbene sia un semplice strumento, ora è un’arma. Serve a creare paura. Instabilità. Insicurezza. Alimenta lo spettro della precarietà. Consente di dare fuoco alle polveri. Alimenta l’idea dello scontro. L’odio, gemma. Si arricchisce di ora in ora. Gli uni contro gli altri armati. Armi: sono tornate di moda. Forse non se ne sono mai andate. In questi giorni tutti gridano e fanno il punto e mes. Lo smemorato padano si rivolge alla Madonna. Il Premier viaggia con una foto di Padre Pio nel taschino. Nel frattempo si scopre che gran parte della popolazione studentesca non sa leggere. Due italiani su tre non sanno che cosa sia il Mes. Buon Natale a tutti, allora. Vi saluta Babbo Natale. In un’allucinazione collettiva sono in molti a sperare che faccia presto la sua apparizione. Sempre che a Medjugorje siano ovviamente d’accordo.

Auguri per l’anno nuovo. Ne abbiamo disperato bisogno, in questa selva di hippy precipitati nella civiltà. Per caso, per sbaglio. Speriamo non per sempre.