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Il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, non doveva essere arrestato. E neppure sottoposto a misure cautelari più blande perché non ha fatto nulla. A stabilirlo i giudici della Cassazione secondo i quali al primo cittadino non è imputabile alcuna responsabilità.

Per mesi lo hanno massacrato. È stato trattato come un mostro su TV, giornali e soprattutto sui social. Condannato dalla gogna mediatica, oggi viene assolto dalla giustizia. Accuse infondate quelle mosse contro di lui. Chi gli restituisce la dignità lesa dalla montagna di merda che lo ha travolto? Chi gli restituisce i mesi d’interdizione dall’esercizio di pubblici uffici? Il primo cittadino di Bibbiano è a tutti gli effetti vittima di una giustizia che ha fatto il suo corso ma che nel suo procedere lo ha condannato a stare fermo.

A farsi sputare dalla gogna pubblica orchestrata ad arte contro di lui. Poiché i giudici la legge la applicano: c’è qualche audace politico nostrano, capace di mettere sul tavolo la riforma del codice di procedura penale e l’esercizio delle misure cautelari preventive, che sono un abominio assoluto? Se una persona va messa sotto processo, siano ridotti i tempi per celebrarlo. Non si pensi di superare il problema facendo fare la carcerazione prima del tempo anche quando non sarebbe lecito venisse scontata.

Perché la colonna infame di un Paese che non riconosce il principio di libertà dei suoi cittadini apre la strada a nuove forme di autoritarismo. Carletti non ha fatto niente è persona perbene ma la sua vita, lo sa anche lui, da questa vicenda è segnata per sempre. Perché se un carabiniere sbaglia deve pagare e se sbaglia un magistrato, invece nessuno paga? Perché nel caso di specie, Bibbiano, hanno parlato soprattutto in Parlamento ed ora nessuno si affaccia dal balcone per chiedere scusa? Perché la politica manca sempre d’onore?

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