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Viene in mente, guardando questo giovane Mattia Santori che l’antropologia non è una scienza casuale. Le Sardine infatti nascono come fisiologici anticorpi al cattivismo leghista. Per i leghisti si deve contrastare l’immigrazione clandestina. Punto. Con ogni mezzo. Senza etica.

L’immigrazione, dice Salvini, è responsabile di decine di morti annegati in mezzo al mare. Perciò legittima il trattamento di quesi disperati come fossero oggetti da poter lasciare sotto il sole ed in mezzo al mare per settimane.

Le sardine non sono di sinistra e neppure di destra. Sono l’espressione di quel ceto che si ribella a questo story telling politico. Sono uomini e donne stanchi di dover sopportare il cinismo di slogan da decerebrati. Il populismo d’accatto tipico dei leoni da tastiera. Sono gli insegnanti, i professionisti, gli infermieri stanchi di sentirsi presi per i fondelli da gente oltretutto strapagata. Persone abituate a individuare soluzioni dentro un reticolo di problemi, affastellati dalla superficialità di chi delega agli altri i cambiamenti.

Sono quelli stufi del turpiloquio, delle marmellate, della Nutella, del mojito, della retorica pallosa degli immigrati oppure dei bambini di Bibbiano, scialuppa degli odiatori di professione. Sono stufi della porcilaia televisiva, degli insulti nelle trasmissioni, dei Tg con le veline, dei pupazzi caramellati tra culi e tette, dello sdoganamento della donna come zoccola di professione, dei crocifissi, della falsa informazione, del berlusconismo che in molti casi è percepito come il combinato disposto dell’ignoranza coniugata all’arroganza. Sono i Brasile invitati per insultare una donna in TV, ma sono anche i grandi fratelli, le iene che non te la contano bene, tutta quella posticcia sottocultura palesata per democrazia, dentro la quale si nasconde la peggiore ubris contemporanea.

Le sardine sono uomini e donne di tutte le estrazioni che non sopportano di farsi coglionare da chi parla di famiglia offendendo le coppie gay e poi è disposto a far crepare gli immigrati in mezzo al mare. O che non tollera che quanto accaduto a Bibbiano diventi la ragione per creare dei mostri.

E a questo proposito: le sardine nascono come rigetto all’idea che per confrontarsi si debba per forza odiare chi la pensa diversamente da te. Non stanno con chi, pontificando sulla moralità degli italiani s’è fatto tre famiglie, ha procreato fuori dal matrimonio, e poi dice di non volere l’adozione per i gay.

Ed in genere mentre pontifica, si permette di farlo guadagnando 10 mila euro netti al mese. Quando in media un giovane ne prende poco più di mille. Le sardine cominciano ad avere il rigetto di chi, senza titoli, senza lauree, senza competenze, parla di merito a coloro che magari i titoli li hanno.

Ma non hanno la tessera di partito. Sono a rischio di essere manipolati? Saranno come i girotondi? Per il momento semplicemente gli girano le palle e hanno deciso di farlo sapere a tutti. A Matteo Salvini ma anche a Matteo Renzi. A Giorgia Meloni ma anche a Pieferdinado Casini. A Casapound ma anche a Leu. Dice Mattia: “A Salvini diciamo che in sei giorni abbiamo imparato a fare quello che lui fa. A lui domandiamo se sappia fare e sappia imparare quello che sappiamo fare noi: per esempio curare otto bambini disabili in una classe di 25 ragazzi, in un’aula poco più grande del salotto di casa” Potremmo aggiungere noi di Milano Positiva: sarà sempre troppo tardi per quel politico che avrà imparato a raccogliere il vomito di un bambino malato di cancro. E a comprendere il significato profondo del senso della vita. Noi abbiamo bisogno di una classe dirigente così.

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