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I nazisti sono tornati. Un arsenale di armi da far tremare i polsi. Munizioni, fucili, pistole. Naturalmente l’immancabile telecamera go pro sopra l’altrettanto immancabile elmetto. I nazisti tornano ad assaltare le sinagoghe, e a negare che sia mai esistito l’olocausto. Sono quelli di sempre: convinti di essere dalla parte di chi possa parlare a nome di tutti.

I colpevoli ora come allora sono sempre gli ebrei. Per questo si armano fino ai denti, raggiungono la più vicina sinagoga e fanno fuoco. I nazisti sono ancora tra noi e sono migliaia. Pronti ad essere armati da coloro che con le armi ci fanno affari. E lucrosi guadagni.

Non si nascondono più. Escono come ratti dalle fogne della storia in cui erano stati cacciati e procedono con la loro assurda violenza. Sparano, uccidono, massacrano, con la stessa furia cieca di allora. Non è cambiato poi molto. La depressione economica, la miopia di una politica che resta a guardare; che minimizza, riduce.

Tutti si voltano dall’altra parte. Fanno finta di non vedere che l’orrore è tornato nei volti giovani di una Germania nazista che delle proprienombre non riesce a liberarsi. Accade anche qui in Italia: i fascisti hanno rialzato la testa. Cercano strategicamente tempi e modi per colpire. A Macerata fu il prologo, ma venne censurata dai suoi stessi militanti: “Non è ancora il momento”.

Perché la storia è fatta di momenti. E di strategie che permettono di assecondare quello che la storia in altri momenti avrebbe esentato e punito esemplarmente. Stanno alla finestra nell’attesa che un attacco simile sia ripetibile anche in Italia.

Il nazifascismo è tornato. L’odore delle fogne arriva fino qui, nei palazzi della borghesia media, della Middle class che consuma. Sta per tornare il terrore legittimato dall’apprezzamento per l’uomo forte, dalla sottocultura di chi guarda alla violenza come metodo ma anche come necessità ultima. È il colpo di coda di una storia destinata a ripetersi. La necessità di individuare dei capri espiatori. Sono gli ebrei, poi saranno i comunisti, quindi gli “zingari” o i “negri”.

Si sente una puzza immonda sulle strade d’Europa. Teniamo alta la guardia. Ad altezza di tiro.

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