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Gli avevano rubato la bici nel giorno del suo sesto compleanno. Un regalo della madre, con cui il bambino aveva deciso di andare a scuola. Al termine della giornata scolastica, la bici non la trova più. Ed il suo pianto diventa un dolore inconsolabile. Nasce da questo evento la storia di in bambino del municipio 6 di Milano, la cui sottrazione del regalo materno aveva costituito una ferita tremenda a poche ore dalla consegna fattagli dalla madre

È. per questo che la Polizia Locale di Milano, i “ghisa”, come li chiamiamo qui in città hanno deciso di rimediare al dolore provocato al bambino. Hanno deciso quindi di fare una colletta e di far riavere al bambino la bicicletta che qualcuno aveva portato via, insieme alla sia gioia e al suo dolore. I Vigili hanno accompagnato il dono con una lettera. Eccola: “Ciao piccolo grande uomo, qualcuno giovedì pomeriggio ha provato a rovinarti la giornata, ma non c’è riuscito. Ti chiediamo scusa noi perché ti ha rubato, oltre alla bicicletta, il tuo bel sorriso nel giorno del tuo compleanno. Scusa per quella cattiveria che non sei riuscito a capire, e scusa perché ha provato ad insegnarti che il mondo è dei furbi. Ma non è così. Il mondo è dei giusti e degli onesti come te. Ora hai un bolide nuovo, un bolide della polizia locale. Buon compleanno dai tuoi amici vigili”

Parole semplici e toccanti allo stesso tempo anche perché è valso il sorriso del piccolo cucciolo ristorato e tornato sorridente per questo gesto d’amore.

Atto che riconsegna a lui la fiducia in un mondo migliore, a chi lo ha fatto la certezza che il sorriso di un bambino ha un valore inestimabile e in chi legge la dolcezza di sapere che nessuna egolatria e brama di potere potrà togliere la forza potente dell’amore degli occhi di un bambino cui sia stata restituita la gioia di sapere che non sempre vince il male

Anzi. Qualche volta vince il bene. E vince largamente contro la tristezza di chi infonde dolore nelle anime dei bambini, lacerate dalla pochezza di persone che quel sorriso non sono mai riusciti ad averlo. La vera tristezza sono loro.