Le lacrime si trattengono a stento. Perché lo spettacolo deve continuare. Chi ha guardato la trasmissione però si è sentito libero di piangere, nel ricordo di una persona che è entrata nei cuori degli spettatori e delle famiglie: Nadia Toffa.

Non è della singola persona che vogliamo parlare, della Iena che ha fatto commuovere l’intero Paese: ma delle tante Nadia Toffa che ci sono in Italia e che, proprio come lei ricordava, preoccupano tantissime famiglie italiane. Il cancro è ancora una malattia che si porta via moltissime creature, ciascuna di loro importante ed irripetibile, allontanate dalle loro famiglie senza un perché comprensibile e.che genera un dolore insopportabile.

La scomparsa di Nadia Toffa ci ricorda anche un altro valore: non ha importanza quanto vivi, ma come. Questa considerazione viene sollecitata dal suo sorriso, che magicamente il potere della televisione è in grado di rendere sempre vivo; e che soprattutto la memoria ci permette di poter trattenere dentro come un’effigie, come un’icona che si faccia traccia indelebile dentro di noi.

Ci ricorda che la morte altro non è che un processo di trasformazione, non è qualcosa che estirpa e che sottrae con violenza. La morte è qualcosa che al contrario restituisce e dona agli altri. Dona la memoria del tributo di chi è stato, lascia agli altri il senso stesso della comune appartenenza dei sentimenti condivisi, delle idee per cui s’è combattuto.

È questa la ragione per cui Nadia Toffa è entrata nel cuore degli italiani. Perché la forza del suo ricordo, delle sue emozioni, dei suoi sentimenti e dei suoi valori è diventata una matrice ideale cui molti si sono legati. L’abbraccio commosso dei colleghi della trasmissione è stato idealmente quello di tutti gli italiani che hanno rivisto in lei una figlia, una sorella una fidanzata, la vicina di casa. Una persona semplice che ha sorriso alla vita.

Questo le ha restituito il pubblico: un sorriso. Con la tenerezza di un ricordo che non si stinge