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C’è voluto il riscontro di una piccola anomalia durante un controllo medico per riportare l’ennesimo figlio dello star system alla piena comprensione della vita.

Una comprensione a tempo, probabilmente, ma l’occasione per offrire, una volta di più, l’opportunità a chiunque, anche a chi fa la cassiera al supermercato o il pane di notte per venderlo poi la mattina, per riflettere sul senso della vita, sulla grande occasione che è offerta a chiunque venga al mondo.

Sperimentare e vivere le emozioni, entrare in relazione con il creato o, come dice Fedez nel suo ultimo post in cui racconta quanto accaduto durante un controllo medico, la bellezza di poter rincorrere la propria creatura, cioè suo figlio. Perché tutto ciò che noi siamo è determinato dalla relazione con l’altro da noi

La stessa dimensione identitaria è declinata propria dalla relazione con chi è altro da noi, restando magari parte di noi, perché sangue del nostro sangue. L’essere umano è la sintesi di una profonda relazione con l’altro da sé, che si trova nella materiale carnalità di un altro essere umano, ma anche dall’altra parte del nostro essere, il nostro lato interiore, la nostra ombra, quella parte dell’Io che si mescola con l’es dov’è ubicata l’alchimia di noi stessi mescolati n numero di volte, essendo la somma anche di tutto quanto noi siamo già stati ed in cui si definisce con maggiore precisione l’essenza del nostro essere

Il senso della vita è dato dall’entrata in relazione: con sé, con gli altri, con il tutto e persino con il vuoto. L’uomo aborre questa condizione ma ha bisogno di nutrirsi anche del silenzio che è parte del suo essere.

Fedez, icona moderna del tutto e subito, della ricchezza vorace, del vuoto nulla che diventa iconografia contemporanea del narcisismo e della fantasmatica necessità di costituire un Dio onnipotente di sé stesso, scopre con tenerezza il senso profondo del suo sé attraverso la malattia o meglio ancora dal richiamo ineluttabile della caducità del nostro vivere destinato ad un certo punto a interrompersi: siamo,come esseri umani, concime per i vermi.

Da questa riflessione dovremmo partire ogni mattina prima di cominciare le nostre giornate