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Non solo gare sportive, balli, canti e danze. Iocisonoetu è stata un’esperienza di spessore culturale importante. Sono state tantissime le associazioni che hanno partecipato. Tra queste c’era anche Adsint di Giovanni Zucchi, il Centro trasfusionale dell’Istituto Nazionale dei Tumori, il quale ha raccontato il ruolo fondamentale che esercita un’associazione come la sua in cui la donazione del sangue costituisce un volano etico per l’intera città capoluogo della Lombardia

Lo sanno benissimo le persone che sono trasfuse a seguito di malattie cardiovascolari o tumorali le quali sono costrette a subire la trasfusione del sangue. Lo sa chiunque sia stato ospedalizzato sperimentando in prima persona la necessità di avere sangue.

Se spesso critichiamo i politici per le loro mancanze nell’ascoltare le istanze che vengono dalla società civile, permetteteci di osservare che in Italia Matteo Salvini ha spesso promosso la donazione del sangue, gratuita e spontanea, come modo per sostenere chi ne avesse bisogno. E sia detto sotto voce, ma quel sangue viene poi trasfuso a chi ne ha bisogno, anche ad immigrati appena sbarcati in Italia. Giusto per rammentare che se non piace un certo linguaggio e si può criticarlo, se non piacciono alcune scelte politiche sull’immigrazione, conta anche il fatto che un personaggio mediaticamente sovraesposto dona il sangue sapendo che potrebbe essere messo a disposizione anche di coloro che lo stesso ministro scoraggia ad approdare in Italia

Ciò detto resta il fatto che Adsint garantisce la possibilità di donare il sangue ogni tre-sei mesi dopo aver condotto un adeguato screening. La scelta di donare il sangue diventa quindi un’esperienza eticamente e praticamente utile per entrambe le categorie: sia per chi dona, sia per chi quel dono lo riceve.

Adsint c’era alla tre giorni che Milano Positiva ha organizzato. Ed il suo contributo è stato prezioso. Il bello è che continuerà ad esserlo.

Ecco l’intervista realizzata con Giovanni Zucchi