Cambiare il destino, segnare nuove rotte, tracciare un nuovo percorso. Se qualcosa rimane nelle pagine chiare di questi giorni di Coppa Campioni, oggi Champions League, è un insegnamento: cambiare si può, non mollare mai si deve.

Per la precisione: c’erano due semifinali e due favorite. Da una parte il Barcellona di Messi, dall’altra il giovane e sfrontato Ajax di Ten Hag che ha fatto fuori Bayer, Real e Juve. Ebbene: la finale sarà tra Liverpool e Tottenham. Gli Spurs di Londra hanno giocato una partita fantastica ad Amsterdam e pur essendo andati sotto di due goal all’Arena dei lancieri hanno continuato ad attaccare forsennatamente. Ripartenze micidiali che hanno fatto cadere il muro olandese. E dopo essere approdati al pareggio, nel volgere di tre minuti nella ripresa, hanno continuato a spingere. Il goal della vittoria è arrivato nell’ultimo minuto e dopo aver colpito una traversa: di solito segno di malaugurio quando la palla sembra non voler entrare

I Reds la sera prima hanno fatto la stessa impresa, forse ancora più grande visto che i londinesi avevano perso con un solo goal di scarto in casa contro i biancorossi. I Reds a Barcellona, pur giocando benissimo avevano preso tre pappine. Messi aveva anche segnato con una deliziosa e straordinaria punizione. La squadra di Klopp tuttavia ha trovato dentro di sé le motivazioni per rovesciare il risultato. “Si può perdere sorridendo, ma mettendo tutto quello che si ha in campo”. È così che il tecnico tedesco ha creato un feeling unico con i giocatori, con la stampa, e con la Kop, la curva dei Reds, che lo idolatra come mai nessuno prima. Considerando i rapporti che da sempre ci sono tra tedeschi ed inglesi, una specie di miracolo.

È accaduto così che Ettore abbia sconfitto Achille, anche se gli dei avevano deciso altrimenti. Perché delle volte cambiare si può, della volte si può prendere in mano il proprio destino e rovesciarlo. Pensare positivo, pensare che il sacrificio può essere un volano insieme alla determinazione, alla ferocia, alla volontà , la convinzione, l’audacia, l’incoscienza, per cambiare davvero le sorti di una rotta che sembra già tracciata. Permettendo a chi sta sotto per una volta di conquistarsi un posto sul podio.

Una strana sensazione questa, che però si declina anche in quel mondo dell’associazionismo in cui con poche risorse, di tempo e non solo economiche, si riesce nonostante tutto ad incidere sulle qualità delle persone e sulla vita di una comunità. Perché ci credi, perché mordi la vita, perché sul terreno ci stai con passione e con la voglia di non mollare mai, neppure quando il gregge ti dice: “Non è bene, non ce la farai”.

I Reds e gli Spurs, dati per perdenti, sono usciti dal campo con lo scalpo, simbolico, dei loro avversari. Hanno rovesciato una pagina della storia che qualcuno considerava già scritta. Cambiare si può. Cambiare si deve.