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Il centro sociale Leoncavallo torna a far discutere animatamente, stavolta per quanto riguarda il futuro della struttura occupata. Sembra infatti aperta una trattativa “segreta” che coinvolge i Cabassi, proprietari dell’edificio, in materia dell’occupazione dello stesso.

Il “Leo” di Via Watteau è stato occupato illegalmente nel 1994 dal centro sociale, che era stato appena sfrattato da un’altra sede abusiva. Da allora l’ex cartiera non è più stata sgomberata, in parte perché non è mai stato raggiunto un accordo sulle modalità adatte per farlo.

Nel corso degli anni sono state vagliate diverse soluzioni, tra cui una permuta con due edifici limitrofi allo scopo di riqualificare gli edifici, che però avrebbe potuto creare un precedente pericoloso. Una delle ultime proposte della giunta Sala, invece, consiste in uno scambio di volumetrie: in sostanza il centro sociale in sé verrebbe semplicemente spostato in un’altra zona (sempre dei Cabassi).

Immediata la reazione del Municipio 2, che ha subito indetto un’assemblea per evitare di “trasformare un abuso in un diritto”. Il presidente Samuele Piscina, infatti, vuole fare chiarezza sulla vicenda proprio per evitare di far passare il messaggio che l’illegalità possa venire tollerata o, addirittura, legalizzata.

Si tratta, quindi, di una vicenda molto delicata, specie considerando che Riccardo De Corato, assessore per la sicurezza in Regione Lombardia, ha già promesso due esposti: uno penale ed uno per danni erariali. Nel frattempo, si continua a ribadire il bisogno di uno sgombero del Leoncavallo, con effetto immediato.