Venerdì 25 Settembre 202, h. 20,30
Isolacasateatro in via J. Dal Verme 16, Milano
In un momento in cui Milano si prepara a una nuova fase, l’incontro esplora la possibilità di una Città a-venire, interrogando il rapporto tra luogo, abitare e cura, e con questo le forme attraverso cui la città pensa sé stessa. A partire da alcune esperienze concrete e da diversi punti di osservazione, ci soffermeremo sulla relazione tra la città e i suoi abitanti, oltre le categorie che abitualmente la definiscono. Case, quartieri, spazi di accoglienza, luoghi pubblici pensati e progettati in modo da dare luogo a condizioni nelle quali situazioni e difficoltà differenti possano trovare una propria forma di convivenza, senza tradursi necessariamente in emarginazione.
Da questa prospettiva prendersi cura non coincide più soltanto con la risposta a un bisogno individuale, ma riguarda le condizioni dei luoghi, là dove la differenza possa darsi senza che le difficoltà che la attraversano coincidano con le condizioni che la rendono riconoscibile. Si tratta di un prendersi cura inscritto nell’abitare come potenzialità stessa degli spazi, in una condizione in cui luogo e abitante si trovino in una disposizione reciproca idonea a produrre una relazione capace di generare una forma di evoluzione da dare a una città in continua trasformazione.
Nello scarto tra il bisogno e quanto si situi oltre questo vincolo spesso costrittivo è il luogo dove si possa disporre un pensiero maggiormente complesso e anche lieve che porti in sé la facoltà della cura. Oltre la soglia, è dunque possibile pensare a un’accoglienza che, anticipando sé stessa, si apra a ciò che ancora non è dato? E se il luogo stesso potesse essere pensato come una condizione di questa nuova esperienza, non già come uno spazio da occupare ma come qualcosa che, nell’atto stesso di essere abitato, si dia come una differente dimensione del vivere e del pensare? Da qui si apre un campo anche per un più ampio pensiero politico che, immergendosi nella rapida dinamica contemporanea, lasci emergere ipotesi e condotte che non possono essere semplificate e ridotte alle modalità con cui siamo abituati a pensare le vicende storiche e i singoli comportamenti umani. Un campo in cui emerga una nuova dimensione di pensiero, di affetto e di politica con cui progettare e abitare la città a-venire.
Ne parliamo con:
Luca Beltrami Gadola – Fondatore Direttore di Arcipelago Milano
Fabio Bottero – Assessore all’Edilizia Residenziale Pubblica, Comune di Milano
Cristiano Bregamo – Coordinatore del Centro Dropin Miramare
Marco Dotti – Giornalista
Paolo Ferrari – Artista-scienziato, umanista. Direttore del Centro Studi Assenza
Luciano Gualzetti – Presidente di Opera Cardinal Ferrari (in attesa di conferma)
Miriam Pasqui – Funzionaria Comune di Milano Unità Grave Emarginazione Sociale
Susanna Verri – Psichiatra Psicoterapeuta, coordinatrice scientifico-culturale del Centro Studi Assenza
Coordina: Simona Riboni – architetto, Architettura delle Convivenze e Centro Studi Assenza
